caste
sacerdotali: detenevano il potere con il supporto indispensabile
della credenza in poteri superiori e a loro venivano affidati beni e
ricchezze
oligarchie
terriere: un gruppo di aristocratici detenevano potere e
ricchezza grazie al monopolio sulle terre e al controllo sulle
derrate
Tirannidi:
un uomo potente per abilità guerresche, determinazione e abilità
politica deteneva ed esercitava il potere in maniera egemonica
attraverso la violenza e il dispotismo. Nelle forme evolute di
società tipo quelle della Grecia antica la tirannide si avvaleva
dell' esercizio della forza e della violenza ma cercava il consenso
dei cittadini attraverso un “propaganda populista” e rispettava
formalmente la legge, diversamente dal dispotismo orientale, che si
basava su un controllo meno efficace, rispetto ala tirannide ma il
despota agiva in base a un potere personale esercitato senza nessun
rispetto della legge.
Monarchia
antica: il re univa forza, denaro e sacralità per amministrare
un potere derivante dalla nascita: unione di poteri sacerdotali e
politico-militari
Democrazia
clistenica: forma di potere che isola i principi democratici che
sono alla base del sistema di potere individuato per regolare la
vita politica ateniese che sarà alla base della Polis democratica:
il Principio di sovranità popolare e il Principio di
rappresentanza. In base a questi due principi il potere era
detenuto da un gruppo di uomini, scelti in base al censo e poi
eletti per amministrare il territorio. Questa forma di potere si
dimostrò particolarmente efficace, nel cementare una ragione
popolare capace di sublimarsi in energia nazionale in difesa del
territorio in occasione del conflitto contro l' impero persiano.
Dopo la vittoria dei greci sui persiani, le istituzioni
democratiche ateniesi accompagnarono la nascita della cultura che
sarà la base della cultura occidentale valida ancora oggi. Accanto
alla cultura rifiorì anche una esperienza economica che portò
Atene e altre città greche ad avere il primato dei commerci sui
mari. Questa straordinaria esperienza culturale, politica ed
economica non riuscì a trasformarsi ed evolversi in un sistema
politico che uscisse dalla sublimazione e dall' idealismo della
Polis per dar vita a delle forme di potere più evolute e meno
chiuse come riuscirà a fare Roma.
Repubblica
romana (Res
publica Populi Romani):
sistema di potere e di governo della città di Roma nel periodo
compreso tra il 509 a.C. e
il 27 a.C.,
quando l'Urbe fu governata da un gruppo di uomini politici per mezzo
di Istituzioni
pubbliche e di Magistrature Maggiori: il potere sacrale fu
prerogativa del Pontefice Massimo e il potere militare passò al
primo magistrato della Repubblica (il Console) mentre il potere
politico diventò prerogativa del Senato e delle Magistrature
Maggiori: consoli, pretore, dittatore e censori (privi di imperium).
Accanto alle Magistrature maggiori vi erano tre Magistrature minori:
Edili, Questore e Tribuno della plebe.